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Pensioni, come ottenere un rimborso con il 730 e aumentare l’assegno nei prossimi mesi

uomo che conteggia spese per il rimborso
Pensioni, come ottenere un rimborso con il 730 e aumentare l’assegno nei prossimi mesi - Ascosim.it

Per molti pensionati questo è il momento giusto per mettere ordine tra documenti, certificazioni e spese sostenute, perché la dichiarazione dei redditi può trasformarsi in un rimborso utile capace di alleggerire il peso dell’Irpef pagata nel corso dell’ultimo anno.

Quando la pensione supera la soglia della no tax area, fissata a 8.500 euro annui, l’assegno è soggetto a tassazione e ogni mese l’Inps applica le trattenute fiscali. Proprio qui entra in gioco la dichiarazione dei redditi: attraverso il modello 730, infatti, è possibile far valere le detrazioni spettanti e recuperare parte di quanto versato in più. In alcuni casi il rimborso è contenuto, in altri può diventare molto più consistente, fino a incidere in modo concreto sull’importo che si riceve nei mesi successivi.

Chi può recuperare qualcosa con la dichiarazione

La possibilità di ottenere un aumento temporaneo dell’importo in pagamento riguarda soprattutto i pensionati che nel 2025 hanno subito trattenute Irpef e che hanno sostenuto spese detraibili. Chi resta sotto gli 8.500 euro annui, invece, in linea generale non ha avuto imposte da pagare grazie alla detrazione prevista per i redditi da pensione, e quindi nella maggior parte dei casi non ha somme da recuperare.

Ci sono poi situazioni particolari da tenere presenti. Se oltre alla pensione sono presenti altri redditi, la dichiarazione può diventare necessaria anche per sistemare correttamente la posizione fiscale. Diverso il caso di chi percepisce prestazioni non tassate, come alcune misure di invalidità civile, assegni sociali o trattamenti esclusi dall’imposizione per motivi specifici: in questi casi, non essendoci trattenute fiscali, non c’è in genere nulla da recuperare attraverso il 730.

Le spese che possono far salire il rimborso

Una parte importante del recupero passa dalle spese sanitarie. Visite specialistiche, medicinali, esami, dispositivi medici e cure continuative sono tra le voci che più spesso permettono di ridurre l’imposta dovuta. Per molti pensionati è proprio questo il capitolo che incide di più, soprattutto quando durante l’anno ci sono stati costi elevati legati alla salute.

Un altro ambito molto rilevante è quello della casa. Gli interessi passivi del mutuo sulla prima abitazione, gli interventi di ristrutturazione, le opere di riqualificazione energetica e alcune spese condominiali collegate a lavori agevolati possono aumentare in modo sensibile il rimborso spettante. A questi si aggiungono i premi per assicurazioni sulla vita o contro gli infortuni, le spese per l’assistenza a persone non autosufficienti e, in presenza dei requisiti, le agevolazioni collegate ai familiari a carico.

Ci sono poi voci meno conosciute ma comunque utili, come le spese veterinarie, quelle funebri, alcune donazioni al Terzo Settore, gli abbonamenti al trasporto pubblico e le spese di istruzione sostenute per familiari fiscalmente a carico. Nessuna di queste, presa singolarmente, cambia da sola l’importo della pensione, ma tutte insieme possono contribuire a costruire un rimborso più alto.

Come prepararsi per fare richiesta

Il primo passo è recuperare la Certificazione Unica 2026 dal sito Inps o tramite gli intermediari abilitati. È il documento che consente di capire quali somme sono state percepite e quante imposte sono già state trattenute. Accanto alla CU è utile avere anche la dichiarazione presentata lo scorso anno, così da verificare se ci sono quote ancora da portare in detrazione, come accade per alcuni bonus edilizi distribuiti su più anni.

Subito dopo conviene raccogliere con attenzione tutta la documentazione relativa alle spese sostenute nel 2025: ricevute, fatture, scontrini parlanti, quietanze e certificazioni. Una volta completato questo passaggio, si può utilizzare il 730 precompilato indicando l’Inps come sostituto d’imposta, oppure rivolgersi a Caf, patronati o professionisti per evitare errori e controllare che tutte le spese utili siano inserite correttamente.

Più che un aumento strutturale della pensione, si tratta quindi di un rimborso fiscale che può arrivare nei mesi successivi alla dichiarazione e alleggerire in modo concreto il bilancio familiare. Per questo, in un periodo come questo, controllare documenti e spese non è solo un adempimento: può diventare un passaggio utile per non lasciare indietro somme che spettano già.

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