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La pensione a 57 anni non è una bufala: basta questo calcolo e arriva in automatico

Pensione a 57, chi può richiederla - Ascosim.it

Molti pensano che andare in pensione a 57 anni sia impossibile, ma in realtà esiste una possibilità concreta, soprattutto per chi non ha mai lavorato o ha accumulato pochi contributi.

Questo è possibile grazie alla pensione per casalinghe e casalinghi, una forma di previdenza che permette di accedere alla pensione di vecchiaia anticipata con solo 5 anni di contributi. Ma come funziona e quali sono i requisiti necessari?

La pensione a 57 anni, come funziona davvero

Dal 1996, con il decreto legislativo n. 565, è stato istituito un Fondo Inps per casalinghe e casalinghi, destinato a chi svolge attività di cura non retribuita e non è iscritto a nessun altro ente previdenziale. Questo fondo è volontario: per poter accedere alla pensione di vecchiaia anticipata, è necessario iscriversi al fondo e versare i contributi annuali.

Pensione a 57 anni per le casalinghe – Ascosim.it

Ogni anno, i casalinghi o le casalinghe devono pagare almeno 309,84 euro per accumulare il contributo necessario a maturare il diritto alla pensione. Questo equivale a circa 25,82 euro al mese, una cifra accessibile per chi ha bisogno di assicurarsi una pensione futura, anche senza aver lavorato in modo tradizionale.

La pensione di vecchiaia per chi ha versato i contributi al fondo casalinghi può arrivare già a 57 anni, ma c’è una condizione importante da soddisfare: l’importo maturato deve essere almeno pari all’Assegno sociale aumentato del 20%. Per il 2026, questo importo equivale a circa 655 euro al mese. Se non si raggiunge questa soglia, la pensione slitta automaticamente a 65 anni.

Il calcolo della pensione per i casalinghi si basa sui contributi versati, ma non è previsto l’integrazione al minimo. Quindi, anche se la pensione non è alta, rappresenta comunque un’opportunità per chi, per motivi familiari o altre necessità, non ha potuto lavorare a lungo.

Pensione di vecchiaia e di inabilità

In caso di impossibilità permanente a lavorare, i casalinghi possono anche accedere alla pensione di inabilità, a patto di aver versato almeno 5 anni di contributi. Se si verificano le condizioni per la pensione di inabilità, il diritto alla pensione arriva anche prima dei 65 anni.

La pensione di vecchiaia per i casalinghi può essere percepita già a 57 anni, con requisiti meno severi rispetto alla pensione tradizionale. Se non si raggiungono gli importi necessari, la pensione verrà posticipata a 65 anni.

Se non si è iscritti al fondo casalinghi o non si hanno sufficienti contributi, l’unica altra possibilità per i casalinghi è l’Assegno sociale, una prestazione assistenziale che non dipende dai contributi versati ma dalla situazione economica del richiedente. Questo assegno spetta a chi ha 67 anni e soddisfa determinati requisiti reddituali.

L’importo base dell’Assegno sociale per il 2026 è di 546,24 euro al mese, ma può arrivare fino a 768,29 euro per i pensionati di età superiore ai 70 anni. Tuttavia, l’Assegno sociale è molto legato al reddito familiare: se il coniuge ha un reddito elevato o percepisce una pensione, l’importo dell’assegno si riduce, fino a essere azzerato se si superano i limiti di reddito stabiliti dalla legge.

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