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Bonus polizza catastrofale casa, proposta fino a 150 euro per chi assicura l’abitazione principale

protezione assicurativa per la casa
Bonus polizza catastrofale casa, proposta fino a 150 euro per chi assicura l’abitazione principale - Ascosim.it

Un contributo fino a 150 euro per chi sceglie di assicurare la prima casa contro terremoti, frane e alluvioni è l’ipotesi messa nero su bianco in una proposta di legge che prova a portare anche in Italia una maggiore diffusione delle polizze contro i danni catastrofali.

Il punto da chiarire subito è uno: non si tratta di una misura già attiva, ma di una proposta presentata in Parlamento. L’idea è quella di spingere più famiglie a proteggere la propria abitazione principale da eventi naturali che negli ultimi anni hanno avuto un peso sempre più forte, sia sul territorio sia sui bilanci di chi si trova a fare i conti con danni improvvisi e molto costosi.

Come funzionerebbe il bonus per la polizza casa

Il meccanismo immaginato è piuttosto semplice. Chi stipula una polizza catastrofale sulla casa di abitazione potrebbe ricevere un contributo pubblico annuale pari fino al 20% del premio pagato. Il tetto massimo previsto sarebbe di 100 euro per contratto, che salirebbe a 150 euro per i nuclei con Isee inferiore a 25.000 euro.

Il beneficio non verrebbe riconosciuto come rimborso a posteriori, ma come sconto applicato al momento della stipula o del rinnovo della polizza, se il contratto rispetta i requisiti previsti. In questo modo il vantaggio economico sarebbe immediato e non legato a tempi successivi o a procedure particolarmente complesse per il cittadino.

Quali eventi sarebbero coperti

La proposta fa riferimento a contratti assicurativi destinati a coprire i danni causati da sismi, frane, alluvioni, inondazioni ed esondazioni. L’obiettivo è concentrarsi sui rischi naturali che più spesso mettono in difficoltà territori, edifici e famiglie, soprattutto in un Paese come l’Italia dove l’esposizione a questi eventi è molto ampia.

Il bonus sarebbe pensato solo per gli immobili adibiti ad abitazione principale. Resterebbero invece esclusi gli immobili realizzati senza permesso di costruire o in totale difformità rispetto ai titoli edilizi. È un aspetto importante, perché delimita con precisione chi potrebbe accedere al beneficio e chi no.

Perché si punta su questo incentivo

Alla base della proposta c’è un dato che pesa. Oggi in Italia le abitazioni assicurate contro i danni catastrofali sono ancora molto poche, e questo significa che in caso di evento grave il costo economico ricade spesso quasi tutto sulle famiglie o, indirettamente, sullo Stato. L’idea del bonus nasce quindi per allargare la platea di chi si tutela in anticipo, senza introdurre un obbligo per i proprietari di casa.

Nel disegno proposto, oltre al contributo pubblico, entrerebbe in gioco anche una riduzione minima del 20% sul premio da parte delle compagnie assicurative. In più, i datori di lavoro potrebbero destinare parte dei premi di produttività alla copertura assicurativa della prima casa dei dipendenti. Il risultato cercato è quello di abbassare il costo finale per il cittadino e rendere la polizza più accessibile.

Resta però un passaggio decisivo: il percorso parlamentare. Finché non arriverà un’approvazione, il bonus resterà soltanto un’ipotesi. Ma il tema è già sul tavolo, e non riguarda solo un aiuto economico: riguarda il modo in cui le famiglie italiane potrebbero iniziare a difendere meglio il proprio patrimonio in un contesto dove i rischi naturali non sono più considerati un’eccezione rara.

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