Finanza

In arrivo oltre 100.000 euro a fondo perduto: requisiti e come fare domanda

Euro tavolo mani
A chi spetta il beneficio - ascosim.it

La sicurezza sul lavoro non è più solo un obbligo normativo da rispettare, ma una leva concreta di investimento capace di incidere direttamente sulla competitività delle imprese.

È dentro questo cambio di paradigma che si inserisce il nuovo Bando ISI 2026 promosso da INAIL, che mette sul piatto contributi a fondo perduto fino a 130.000 euro per sostenere progetti mirati alla riduzione dei rischi nei luoghi di lavoro.

Un sistema di incentivi per molte partite IVA

Una cifra rilevante, soprattutto per un tessuto produttivo come quello italiano, fatto in larga parte di piccole imprese e partite IVA, spesso costrette a rimandare interventi strutturali per questioni di costo. In questo contesto, il bando rappresenta un’occasione concreta per trasformare obblighi in opportunità.

Il meccanismo messo in campo dall’Inail si articola in diversi assi di finanziamento, ciascuno pensato per intercettare esigenze specifiche. Non si tratta di un contributo generico, ma di uno strumento costruito per incidere in modo mirato sui principali fattori di rischio.

Si va dalla riduzione dei rischi tecnopatici, legati a vibrazioni, rumore o movimentazione dei carichi, fino agli interventi più immediati sulla sicurezza infortunistica. Non manca un focus su temi particolarmente sensibili come la bonifica dell’amianto, ancora oggi presente in molti contesti produttivi, e un’attenzione specifica per settori fragili come tessile, pesca e lavorazione del legno.

Euro calcolatrice su un tavolo

Un incentivo importante – ascosim.it

Particolare rilievo assume anche il comparto agricolo, dove il sostegno può arrivare fino all’80% delle spese ammissibili per i giovani imprenditori. Una scelta che fotografa bene la direzione intrapresa: sostenere non solo la sicurezza, ma anche il ricambio generazionale e l’innovazione.

Chi può accedere e cosa serve davvero

Il bando è aperto a tutte le imprese italiane, comprese le ditte individuali, a condizione che risultino regolarmente iscritte alla Camera di Commercio. Una platea ampia, che include anche gli enti del Terzo Settore, seppur con limitazioni legate a specifiche tipologie di intervento.

Ma al di là dei requisiti formali, il vero nodo è un altro: la capacità di presentare un progetto coerente, credibile e soprattutto competitivo. Non basta partecipare, bisogna farlo con una strategia chiara.

L’importo finanziabile parte da un minimo di 5.000 euro e può arrivare, appunto, fino a 130.000 euro. Tuttavia, il contributo non copre l’intero investimento: nella maggior parte dei casi si attesta intorno al 65%, con percentuali più alte per interventi particolarmente rilevanti.

La corsa contro il tempo: scadenze e passaggi chiave

La finestra temporale è già aperta. Le domande possono essere presentate dal 13 aprile 2026 e dovranno essere inviate entro le 18:30 del 28 maggio 2026. Una scadenza che, come spesso accade, rischia di trasformarsi in un collo di bottiglia per chi arriva impreparato.

L’accesso avviene esclusivamente tramite identità digitale – SPID, CIE o CNS – e richiede l’inserimento di una serie di dati dettagliati: dalla posizione assicurativa alla struttura societaria, fino alle unità produttive coinvolte.

Ma il vero spartiacque è rappresentato dal punteggio. Il sistema assegna un valore sulla base delle caratteristiche dell’impresa e del progetto presentato. Solo chi raggiunge almeno 130 punti ottiene il via libera e il cosiddetto codice identificativo (token).

Il momento decisivo: il click day

Superata la fase preliminare, tutto si gioca in pochi minuti. Il modello è quello già noto del click day, una procedura cronologica in cui le domande vengono accolte fino a esaurimento delle risorse disponibili.

La data non è ancora stata fissata, ma sarà comunicata successivamente dall’Inail. Ed è proprio qui che si concentra la vera competizione: non solo presentare una domanda valida, ma essere pronti nel momento esatto in cui il sistema si apre.

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